07 febbraio 2011

 

Automobilisti nerd

Una cosa che apprezzo sempre con massimo gusto, sono le trovate geniali di alcuni individui che percorrono quotidianamente le strade cittadine.

Conosco, amatorialmente, qualche linguaggio di programmazione, tra cui anche SQL e relativi comandi. Quando ho visto questa foto mi si è letteralmente aperto un mondo (malvagio) tutto da scoprire.



....funzionerà?
Perchè se così fosse, e il sistema di OCR non avesse controllo sulla validazione dei dati acquisiti, questo semplice comando (SQL injection) cancellerebbe non solo i dati relativi al veicolo, ma tutto il database locale del sistema di rilevazione infrazioni. Il comando di per sè prevede che dopo aver acquisito i dati e chiuso il database, alla successiva apertura dello stesso per una nuova immissione dati, l'ultimo dato inserito incorporerebbe il comando per cancellare tutto, e verrebbe necessariamente eseguito con privilegi in lettura/scrittura amministrativi in quanto è lo stesso dispositivo di rilevazione a eseguire tutte le operazioni. Questo "attacco" a sistema informatico è conosciuto sotto il nome di exploit.
Non so come funziona per gli apparecchi di rilevamento infrazioni, ma sicuramente ci sarà un database locale (nel cartellone) che verrà aggiornato di tot in tot con quello centrale dell'ente, per cui i "danni" saranno limitati ai soli dati locali prima della sincronizzazione col database centrale.
Se così non fosse, e il dispositivo fosse in comunicazione diretta col database centrale (poco ovvio, ma in Italia e in Polonia non si può mai sapere), il danno sarebbe allora catastrofico...

Ora lancio un appello ai cari colleghi automobilisti nerd.
E' applicabile al nostro sistema una cosa del genere? Ovviamente credo che cancellare un database tramite un exploit del genere sia abbastanza ottimistico come risultato, ma si può sempre causare un crash di sistema dell'apparecchio.
A questo punto farei una striscia in plexiglass e la incollerei subito a mò di alettone posteriore.

Mi congedo da questo articolo semi-apocalittico con una divertente striscia in inglese, che aiuterà a capire anche chi mastica poco linguaggio di programmazione.



Buon viaggio!

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02 gennaio 2011

 

Need For Speed Hot Pursuit sul raccordo. Ferrari 458 contro FIAT 600

Notizie allarmanti



Che l'alcol o la droga (o la dipendenza da videogiochi che vanno un tantino oltre le righe) giochino brutti scherzi siamo daccordo, ma scambiare il GRA per una mappa di Need For Speed non mi sembra proprio il caso.
Diversamente invece devono aver pensato due amici trentenni, che a bordo di una Ferrari 458 Italia nera, hanno forse ritenuto oltraggioso il fatto che una misera Fiat 600 non gli avesse ceduto il passo sulla corsia di sorpasso, così ne è nata una sfida a colpi di tamponamenti e botte di fiancata, conclusasi con il blocco in corsia di emergenza della piccola utilitaria e una rissa fuori dai veicoli ad opera dei 2 "ferraristi" e del malcapitato sull'utilitaria.

La scena è stata però notata da un carabiniere in borghese, che ha allarmato la centrale ed è infine intervenuto a dare una mano ai colleghi.
I due a bordo della Ferrari, risultata poi a noleggio, già noti alle forze dell'ordine, dovranno rispondere, oltre all'accusa di violenza privata, lesioni aggravate in concorso, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale, anche dell'origine di una cospicua somma di denaro contante rinvenuta all'interno della vettura.
Il conducente della 600 è stato invece medicato e dimesso con prognosi di 21 giorni.

Fonte: Il Messaggero

Tutto questo ci insegna molte cose.

Buon Viaggio!


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31 dicembre 2010

 

Finalmente il monitoraggio del traffico in città



Tutti gli automobilisti romani hanno sempre desiderato un servizio come questo, ma finora ci era stato fornito solo via radio, in un pacchetto generico a cura del centro operativo della Polizia Municipale.
Da pochi giorni è attivo e aperto al pubblico il sito LuceVerde.it, che con la sua Traffic Map (ma perchè in Italia ci ostiniamo a usare nomenclature inglesi???) segnala in tempo reale cantieri, manifestazioni, traffico e chiusure al traffico.
Questo nuovo servizio, in aggiunta all'ormai stracollaudato monitoraggio del traffico di Octo Telematics (al quale è stato aggiunto, separatamente alla mappa cittadina, anche il monitoraggio della A24 interna al GRA), e al sito della società autostrade (traffico, webcam, meteo e servizi), finalmente ci darà un punto ben preciso sulla situazione in tempo reale.

Buon viaggio!


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01 novembre 2010

 

La jungla metropolitana

Quando sentiamo parlare di "jungla metropolitana", ognuno di noi ha un'idea più o meno simile del significato retorico trasmesso.
L'immagine comune, che va per la maggiore, è quella in stile musicale, sulle note dei Guns And Roses o di Adriano Celentano: districarsi tra smog, metropolitane, auto, tram, motorini, grattacieli, semafori, pali della luce, ghetti e periferie, tra indigeni poco socievoli, lavavetri, spacciatori, forze dell'ordine, fa della nostra vita urbana una vera jungla. Qualcuno si abitua, qualcun altro no.
Vogliamo però oggi trattare più dell'aspetto "naturalistico" della cosa.
Percorrendo tutti i giorni le strade romane, ci si rende conto che uno dei contesti più trascurati, se non il primo tra tutti, è quello dei parchi urbani, delle aiuole e della vegetazione in generale, che affiancano le nostre strade, sia dentro che fuori l'abitato urbano.
Ormai ci abbiamo fatto l'occhio, per cui per noi sembrerà normale quello che in altri paesi europei è segno di trascuratezza e abbandono.
Quante volte ci siamo trovati in difficoltà in auto a causa di rami bassi, folte coltri di foglie e radici sporgenti, tanto da aver temuto per la nostra incolumità al volante? Facendo mente locale, sicuramente affioreranno svariate situazioni relative all'argomento.
Innanzitutto dobbiamo notare che, sistematicamente, tutti i tratti di strada affiancati da zone sterrate che non facciano parte di piccole aree attrezzate, sono facile preda di vegetazione spontanea incontrollata e immondizia. Sempre.
Si va dalla "terra di nessuno", spesso individuabile in 2 o 3 metri di distanza massima dalla sede stradale, oltre la quale sorgono strutture e abitazioni private, a intere porzioni verdi in riva a fiumi o ai lati delle sedi ferroviarie, delle autostrade, e via dicendo.
Tra le tante piante autoctone della nostra regione, quelle che avremmo visto centinaia di volte a bordo strada, se non proprio nel mezzo, elenchiamo:

l' Ailanthus Altissima (comunemente detto Albero del Paradiso), facilmente distinguibile per le sue foglie "a lisca di pesce" e il tronco liscio. Molto bello a vedersi sia da giovane che cresciuto, nel primo anno di vita raggiunge anche i 2 metri di altezza. Decisamente una bella pianta, se mantenuta in un contesto idoneo. Purtroppo però, secondo una stima personale, credo sia il primo tra le specie infestanti di ogni zona verde. Cresce praticamente dovunque, e forma un albero in pochissimo tempo.

l' Ulmus campestris (olmo campestre), albero dalle piccole foglie seghettate e dai semi alati. Cresce non troppo rapidamente, ma dispone quasi subito di una quantità di fogliame smisurata, che in autunno inevitabilmente cade e rende viscido l'asfalto. Se trascurato, tende a fa sporgere in larghezza i propri rami bassi, a un'altezza che va da 1,5 a 3 metri, creando pericolo soprattutto per furgoni e camion, e chi li segue. I rami bassi inoltre, dato l'intenso sviluppo del fogliame, tendono a seccarsi molto rapidamente, e a costituire pericolo di caduta anche per i pedoni.

il Platanus (platano), la pianta da viale per eccellenza (Lungotevere, via del Mare, via Nomentana, viale Tor Di Quinto, per citarne alcuni), alto, massiccio, foglie larghe a tre punte, frutti sferici, semi cotonati. Probabilmente la pianta più fastidiosa in città. In autunno le sue foglie bagnate creano tappeti scivolosissimi, i frutti, se staccati dal vento, sono come dardi appuntiti incombenti sulle teste dei motociclisti, il seme è frutto delle più gradi allergie cittadine. Questo non considerando che sono la dimora preferita degli storni (quegli uccellacci passeriformi che si annidano in città d'inverno, ricoprendo di guano tutta l'area sottostante). Sono alberi che hanno bisogno di una potatura rigorosa, che quasi mai viene eseguita, perchè possiedono rami fragili e dalla crescita rapidissima. Spesso vengono tagliati alla radice a causa di fantomatiche malattie, lasciando in seguito come caro ricordo, un folto cespuglio, fatto di grandi foglie e rami ispidi lungo la circonferenza del tronco segato.

Il Pinus Pinea (Pino comune), albero simbolo delle consolari romane, bello, alto, robusto, sempreverde, profumato. Presente in numerose ville e parchi, e nei viali, dalle periferie ai litorali, dal centro ai Castelli. I suoi pinoli, e la resina appiccicosa, accomunano i ricordi di ogni bambino, assieme alle cicale che li popolano nei mesi estivi. Gli unici aspetti pericolosi di questo albero sono tre. Innanzitutto le radici, questa pianta infatti tende sotto terra a propagarsi superficialmente in senso radiale, e ciò causa numerose asperità dell'asfalto o del terreno immediatamente adiacente ad essi; le radici sono grandi e forti, e tranquillamente in grado di spostare grosse rocce, o marciapiedi in granito, a seconda della situazione. Le pigne che produce, poi, sono frutti massicci, pesanti e altamente pericolosi in caso di improvviso distacco dal ramo che le ospita; l'albero necessita infatti di una cura precauzionale particolare proprio per evitare questo tipo di "incombenza" dall'alto. In ultimo, ma non per importanza, la potatura che viene effettuata a questi alberi; contrariamente a ogni legge fisica infatti, i giardinieri (che forse non hanno studiato questo genere di materia) tendono a segare via via i rami più bassi, favorendo lo sviluppo verticale della pianta, ma questa pratica, oltre al far assomigliare il pino a una specie di cotton-fioc gigante, tende a contrastare con i principi fondamentali delle leve e della gravità, e a rendere instabili anche le piante secolari. Una signora pianta, ma non proprio adatta a costeggiare le sedi stradali.

l' Arundo donax (Canna domestica), che non credo abbia bisogno di ulteriori presentazioni, la troviamo in folte schiere sulle rive dei fiumi, ma anche in altre zone ben fornite di acqua piovana, come spartitraffico, selciati ferroviari, e via dicendo. In poco tempo riscono a creare una fitta barriera visiva, dietro la quale si può celare di tutto, in particolare catapecchie abusive e immondizia varia.

Il Rubus fruticosus (Rovo) quello delle more, ma che dalle nostre parti perde ogni attrattiva fruttifera a causa dell'inquinamento, e specialmente in primavera attanaglia ogni angolo verde. Cresce molto rapidamente in tutte le direzioni, si arrampica su alberi e arbusti più sviluppati arrivando anche a pendere dall'alto. Crea in pochisismo tempo una barriera impenetrabile, a causa delle spine, lasciando sotto di se sporcizia e
terreno brullo.

il Nerium oleander (oleandro), la classica pianta da spartitraffico autostradale o da giardinetto. E' bello a vedersi solo se in fiore e ben curato. Per il resto cresce in modo circoscritto ma disordinato, i fiori puzzano e peraltro la sua linfa è molto velenosa. Se non viene potato spesso, crea folti cespugli circolari che vanno a invadere le sedi stradali, causando ridotta visibilità e necessità di cambio di corsia per evitarli. Provate in questi giorni a fare ingresso all'E.U.R. passando via C. Colombo; appena terminata la salita dal Viadotto della Magliana, ci sono un paio di cespugli di 5 metri e oltre di diametro, che finiscono inevitabilmente per oscurare mezza corsia per parte.

Ricordo ancora che tutte queste piante, se trascurate per una sola stagione, possono crescere a dismisura creando notevoli problemi al traffico, che vanno appunto dall'invasione delle sedi stradali con limitazione della visibilità e ostacoli sporgenti, ai rami pericolanti e alla formazione di superfici scivolose sull'asfalto.
Tutto questo senza trascurare l'aspetto estetico della cosa. Non facciamo certo una bella figura, come capitale europea, a lasciare angoli di foresta vergine e sporcizia ai lati di ogni strada, incluse quelle del centro.
Non so di chi sia la specifica competenza, credo dell'AMA (escludendo i tratti autostradali ed extraurbani), ma l'incaricato del comune dovrebbe applicarsi molto di più nel rispetto dell'ambiente e delle normative preposte, oltre a imporre un maggiore senso di decoro, andato perso negli anni. E dire che basterebbero poche persone armate di cesoie e motosega a risolvere questo problema.

Essendo totalmente profano della materia trattata, vorrei puntualizzare che tutte le casistiche analizzate in questo articolo, sono state redatte in veste di acuto osservatore, non di esperto di botanica. Mi cospargo il capo di cenere in caso di aver scritto emerite castronerie, e sono pronto a correggermi se mi venisse fatto notare.
Poniamo quindi con questo articolo una speranza nella risoluzione da parte di esperti, di questi piccoli, ma eccessivamente diffusi, problemi.

Buon viaggio!


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06 ottobre 2010

 

Come funziona il sistema Tutor

Guide

Da un recente messaggio sul forum del Moto Club Ting'Avert, un utente preparato ha dato buone delucidazioni su come funziona il sistema di rilevamento denominato Tutor, attivo su gran parte delle autostrade italiane a 3 corsie.
Nel caso particolare di Roma, questo sistema è attivo nel tratto Orte-Napoli in entrambe le direzioni, ma non sui tronchetti che partono dal GRA e tantomeno sul GRA, dove le uniche installazioni presenti sono quelle relative al monitoraggio del traffico Octo Telematics.

Cito il testo come riportato dall'autore originario:
Facciamo un po' di chiarezza ed evitiamo leggende metropolitane dato che il "software" dei sistemi tutor lo fornisce ad alcune aziende la societa' per cui lavoro e Vi dico anche che viene "interamente sviluppato in Ungheria"....
Il tutor in Italia funziona solo ed esclusivamente (fino a nuova richiesta da parte del Ministero dei Trasporti) come rilevamento di velocita' media da porta a porta (NON c' entra Bruno Vespa :-) )....
Il sistema e' regolato sul nr. di postazioni presenti nel tratto autostradale d' interesse...
Per fare un esempio se da Bologna a Milano ci sono 8 postazioni Tutor il sistema inizia a leggere dalla prima porta e va scalando, o meglio se alla seconda porta NON rileva infrazione elimina il dato e riparte la lettura dalla 2 alla 3 e così via fino alla 8, se invece rileva infrazione registra(quindi viene inviata nell' arco di 24h all' ente competente della tratta la segnalazione per poter ufficializzare la contravvenzione) e ricomincia poi le letture da porta a porta....Si consideri che stanno realizzando le postazioni Tutor anche in prossimita' degli svincoli autostradali per evitare che i furbetti facciano la tirata finale e la scampino, quindi potremmo trovarci ad un' uscita un bell' uccellino che ci fa un' istantanea della targa e ci completa la lettura dalla porta precedente...Io stesso ho preso 3 contravvenzioni col tutor in una settimana e Vi garantisco che NON ho potuto far nulla perche' una volta che il tutor registra nessuno puo' piu' modificare nulla...Se qualcuno Vi dicesse che l' amico o il parente e' riuscito a farsi togliere un' infrazione rilevata col Tutor fategli presente che se NON e' il questore o in alcuni casi il prefetto la cosa risulta impossibile...(per fare un esempio sulla MI-BO nel tratto di Somaglia l' ente competente e' la polizia Stradale di Lodi che ha come riferimento la stessa Questura,che pero' dipende dalla Prefettura....)
Quindi buon viaggio a tutti

PS:L' unica possibilita' e' che in caso d' intenso traffico NON riesca a leggere tutte le targhe(e' una possibilita' molto remota pero' reale)..E' vero il fatto che NON sempre le postazioni sono attive (ossia funzionano ma non rilevano)anche se e' ormai rarissimo perche' tutto cio' che e' Tutor corrisponde a casse dell' Erario...

Al momento è la migliore descrizione che trovo sul web relativa a questo dispositivo.

Buon viaggio!

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